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RACCONTO UN EPISODIO PER TE

  • Immagine del redattore: Armando Conti
    Armando Conti
  • 18 mag 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Voglio essere breve desidero per il momento raccontarti ciò che ho fatto capire ad alcuni sposi e famigliari, la differenza nell’ avere con se  un fotografo che ha esperienza e bravo come me, cordiale oltre a essere un fotografo attento come si è promesso e presentato.

Traggo un episodio che suscita interesse ed è un particolare che fa la mia di differenza; esso è  la mia di Attenzione.

Spesso vedo altri fotografi che siccome non è di loro competenza  non se ne preoccupano,  oppure vi trattano freddamente, come se voi siete solo oggetti da fotografare, sinceramente simpatici non lo nego ma con distacco, con occhio solo per fotografare.

Si è vero anche io uso a volte i stessi atteggiamenti, ma è solo allo scopo per non disturbare e per non essere invadente.

Entriamo nel vivo della storia che ho da raccontarti. Si perche alla fine un episodio che è diventata una storia che i genitori raccontano ai loro figli e nipoti, a volte con sorrisi di ironia e simpatia.

La vicenda è accaduta in Svizzera, per la privacy non posso dirti nomi, ma al limite se ne farò in questo racconto sappi che sono inventati. Gli Svizzeri sono riconosciuti come persone che sono al quanto precisi come orari negli appuntamenti.

Al momento dell’arrivo della sposa Francesca con la sua auto BMW col suo papà Paolo e autista Alfredo, davanti alla piazza del comune,  per la fretta di arrivare in orario, purtroppo anche se ha perso tempo al mattino per i preparativi, era in ritardo di un minuto. Lei stava piangendo perché non è riuscita ad arrivare in orario come previsto da lei e dalla fretta nonostante che è una donna molto precisa, attenta e dinamica, stavolta si è dimenticata il bouquet, ci teneva tanto, in breve, la fiorista Marta, le ha preparato un bouquet, piccolo con le rose di colore rosa, i fiori scelti della sposa, altri cose che non conosco i nomi, per comporlo al meglio, il tutto era ciò che aveva come riserva nel suo furgone, per me è stata abile. Lo stesso bouquet appena preparato, infine la sposa Francesca l’ha usato alla sera per il  lancio tradizionale. Ora entriamo nel vivo del racconto, preciso con un piccolo dettaglio, ci vogliono solo due minuti per andare dal comune a casa della sposa e due per tornare, io ho interpellato la mamma MARIA, con discrezione, le ho chiesto se avevano con sè gli anelli non avendo fotografato il paggetto Marco, di sette anni, tra l’altro il figlio della sorella Sabrina della sposa Francesca.

Come è andata a finire? Semplice alla fine ho fotografato il figlio Marco, con il cuscinetto coi anelli belli in vista,  la sposa Francesca è entrata a fianco del suo papà Paolo, col suo di Bouquet in mano, (quello dimenticato) molto devo aggiungere meraviglioso, simile a quello che ha preparato al volo la fiorista Marta.

Tutto si è risolto con un sorriso, devo aggiungere con un gran sospiro di sollievo e sette minuti  di ritardo. Ma tutti felici, episodio dimenticato ora era iniziato la vera storia della sposa che entra in chiesa col suo Papà

In ogni matrimonio ci sono sempre episodi come questo, ed è questo che insieme hanno costruito la mia storia. Per arrivare dove sono adesso e dove voglio arrivare o ci spero, di problemi ne ho avuti tanti, ho fatto anche molti errori, spero  di non farne altri, si sa che a lavorare si è sempre a rischio, importante è cercare di essere sempre onesti con se stessi, con i propri ideali, con i propri sposi.



 
 
 

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